Ciao Angelo! Grazie per aver accettato l'intervista! Ecco a te le domande!
1. Cominciamo dall’inizio di questa avventura, ci racconti l’esperienza del tuo provino? Che canzone hai portato? Hai incontrato qualcuno che poi è diventato un tuo attuale collega?
Le audizioni, come sappiamo, si sono svolte sulle musiche di Notre Dame; ho dovuto studiare sui vari personaggi con vocalità tenorili, vale a dire Gringoire, Febo e Clopin; personaggi che più o meno come range vocale equivalgono ai nostri Romeo, Tebaldo, Mercuzio e Benvolio. Le canzoni che Riccardo ha ascoltato da me sono state “Il tempo delle cattedrali”, “Luna”, “Bella” (Febo), e “Mi distruggerai”.
Sì, ho legato fin dalle primissime audizioni con Daniele e Silvia.
2. Come hai reagito appena hai saputo di essere stato preso per far parte del cast? Come hai festeggiato?
Non ci credevo, solo questo ricordo! La prima cosa che ho voluto fare è stata entrare in Arena, così, per scaramanzia. Era sera e non c’era nessuno, mi trovavo solo in quel luogo grandioso, e cercavo di immaginare come sarebbe stato a Giugno, qualche mese dopo. Sensazione bellissima, davvero!!!.....Poi, una volta tornato a casa dopo l’ultimo giorno di audizioni sono riuscito a realizzare nella mia mente tutto ciò che era successo.
3. Quali particolari sfumature personali hai voluto dare al tuo personaggio? E Come vorresti che il pubblico vedesse Benvolio?
Benvolio è un personaggio positivo, un ragazzo semplice, solare e spensierato, ma nello stesso tempo saggio e responsabile, cosciente di ciò che è bene e ciò che è male. Fa da “peace-maker” in una situazione di rivalità e odio fra due bande di ragazzi. Impostando il mio personaggio ho dovuto mettere in risalto, soprattutto nel rapporto in scena con Romeo e Tebaldo, una particolare capacità di ascoltare, di preoccuparsi dei pensieri e delle azioni degli altri. Ad esempio nel rapporto con Romeo, Benvolio cerca di “alleggerire” il carattere del cugino diventando quasi apprensivo nel dargli consigli, ascoltarlo e preoccuparsi delle sue scelte. Anche quando è con Tebaldo il mio personaggio ha questa sorta di preoccupazione, non riesce a trovare una ragione all’odio e alla ferocia del suo avversario, quindi nell’Affronto c’è comunque un atteggiamento di sfida, ma in quel momento Benvolio cerca anche di far ragionare Tebaldo, e si chiede perchè quest’ultimo agisca in un modo così violento. Credo che in un pezzo come “Maledizione Benedizione” emergano tutte queste paure di Benvolio.
4. Quali similitudini e quali differenze vi sono tra il carattere di Angelo e quello di Benvolio?
Credo che differenze caratteriali ce ne siano poche, mi sento molto vicino al carattere di Benvolio. Scherzoso e amicone di tutti, a volte molto pensatore ma con i piedi per terra. Siamo molto simili. Benvolio è un personaggio estremamente protettivo, una protettività che sia io che Damiano esprimiamo perfettamente attraverso la mole!! E’ stata una scelta di Riccardo e della regia quella di scegliere, per il personaggio, dei ragazzi “ben piazzati” fisicamente. Alla prima audizione per il gruppo dei Benvoli ci chiedevamo se cercassero davvero il personaggio oppure un buttafuori!! XD....
5. Se non fossi Benvolio, quale ruolo ti piacerebbe interpretare?
Adoro Tebaldo, ha una carica impressionante. E poi sarebbe divertente visto che è l’esatto contrario di Benvolio. E poi c’è Mercuzio, un personaggio che segna l’opera. Come se fosse mandato all’interno della storia per compiere il suo dovere e dare inizio alle sciagure. Però rimango affezionato prima di tutto a Benvolio, ha rappresentato e sta rappresentando un punto importante della mia vita e della mia carriera.
6. C’è mai stato un momento in cui, sul palco, ti sei emozionato a tal punto da dimenticare completamente di essere Angelo e sei diventato Benvolio in tutto e per tutto?
Ti dirò di più, credo che questo sia fondamentale per una buona riuscita del personaggio. Sì, in realtà sul palco ogni volta mi prefiggo di ESSERE Benvolio Montecchi, ed acquisire dunque il suo carattere, la sua vita, la sua storia. In più c’è una scena che vivo con grande naturalezza, è “Romeo, Tebaldo, le spade”, in cui Benvolio entra di corsa in scena per cercare di fermare in tempo l’ira di Romeo e scopre il corpo senza vita del caro amico Mercuzio; è un momento in cui la mia disperazione è completamente spontanea. In realtà anche quando sono in scena non come Benvolio ma come membro del clan Montecchi, deve avvenire lo stesso processo mentale per diventare il personaggio. Angelo per tutto lo spettacolo non esiste più, tutto qui.
7. Se fossi Romeo per una sera, con quale Giulietta ti piacerebbe duettare?
Sono tutte e quattro stupende! Non saprei rispondere, ognuna ha un modo di stare in scena ed una voce diversa dalle altre, tutte fenomenali. Beh direi che ruotando i cast ogni sera comunque mi troverei prima o poi ad aver cantato con tutte e quattro….
8. Con quale dei tuoi colleghi ti sei legato maggiormente? C’è qualcuno con cui hai instaurato un rapporto particolare o più profondo rispetto ad altri?
Siamo un’enorme famiglia, vado d’accordo con tutti, con ogni componente del cast sono legato in maniera profonda. Potendo fare un nome in particolare direi che Francesco Capodacqua è un ragazzo formidabile. Ci lega un affetto fraterno (che in scena viene fuori al massimo) e lui per me è l’esempio dell’umiltà e della forza di esprimere tutto ciò per cui si vive e si sogna. Uno dei più preziosi per me nel gruppo, sicuramente.
9. Tu vieni dalla provincia Benevento, in Campania. Si dice che i campani siano molto superstiziosi: tu fai qualche rito scaramantico prima di entrare in scena o, al contrario, sei l’eccezione che conferma la regola?
No, non ho riti particolari legati a qualche superstizione. Credo siano fondamentali solo la carica e la concentrazione.
10. Pensi che la magia e l’atmosfera trasmessa da Giulietta e Romeo, non solo come Opera bensì anche come storia e come emozioni che trasmettete voi ragazzi, abbia il potere di cambiare interiormente o il modo di vedere le cose di una persona che viene ad assistere allo spettacolo?
Sicuramente G&R insegna molto ad apprezzare le storie belle, struggenti. Credo comunque che ognuno di noi si senta un po’ Romeo e abbia (o in testa, o in braccio) la sua Giulietta, e viceversa. Amare è la cosa più bella che si possa fare nella vita secondo me.
11. Ci puoi raccontare qualche aneddoto, chicca o retroscena dell’opera?
Ce ne sarebbero tante, succedono tante cose, però vi racconto un aneddoto su di me che vi farà ridere. (sono molto autoironico, oltre che IMBRANATO) Vi chiederete come sia possibile cadere in scena in un momento statico come “Maledizione Benedizione”….io ci sono riuscito!!!...durante una prova generale, una volta finita la canzone e noi Montecchi e Capuleti siamo in proscenio; si alza il sipario per farci uscire di scena, noi indietreggiamo; dietro il sipario c’è una parte della scenografia, il ponte con il balcone, che durante “Tu sei” si fa avanti sulla scena. Indietreggiando forse un po’ troppo non vedo il gradino di questo ponte e succede l’irrecuperabile tra l’ilarità generale. (sipario ancora aperto) Ho avuto il mio momento di gloria!!
Questa era l'ultima domanda. Ti ringrazio nuovamente per la disponibilità. Vieni a trovarci sul blog quando vuoi!
Grazie di cuore a te, Francy e a tutti coloro che ci sostengono!!
Un bacio fortissimo dal vostro Benvolio
Ringrazio nuovamente Angelo per questa intervista e per le foto che ci ha concesso in esclusiva! Caro Benvolio, ti auguro tantissimi successi e altrettante emozioni! Un abbraccio