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October 25 Saluti al Cast SALUTI AL CAST
Qualche settimana fa mi è capitato di trovare tra i "Saluti del Cast" il commento di una ragazza che aveva visto l'Opera e l'aveva apprezzata. Non essendo la sezione giusta per lasciare messaggi di quel tipo, l'ho cancellato e ho creato questa sezione per chiunque volesse lasciare il suo saluto ai ragazzi del Cast. (Qui sotto trovate anche il messaggio di questa ragazza, riportato da me)
Ricordo che sono ammessi gli elogi e ovviamente anche le critiche negative, purchè siano costruttive e non offendino in nessun modo la sensibilità dei ragazzi. Andrea Pennacchi e Francesco BassoSHAKESPEAR AD ADRIA
Prendete un giovane attore di talento, un giovane chitarrista, Shakespear e il suo teatro. Mescolate il tutto e otterrete una lezione “semiseria” con Andrea Pennacchi e Francesco Basso sul teatro inglese di fine Cinquecento. Il primo è drammaturgo, regista, attore, regista. Il secondo è musicista e attore. L’incontro si è svolto giovedì 17 novembre 2005.
DOMANDA: Tu hai giocato sulla bizzarra coincidenza che cinque delle più importanti opere shakespeariane sono ambientate nel Veneto, e sei partito proponendo una domanda, cioè “Non è che Shakespear fosse veneto?” Come mai hai voluto usare questo tono quasi provocatorio? ANDREA: Semplicemente non volevo proporre Shakespear in maniera pesante, come talvolta si è soliti fare. Volevo parlare di Shakespear su un piano inferiore rispetto al pubblico per incuriosire i ragazzi e generare un interesse, mostrando i contenuti dal punto di vista degli attori. Il mio ha voluto essere un avvicinamento umile, presentando Shakespear in un modo diverso, più leggero, da come invece di solito lo presentano a scuola.
D: Come mai ti sei rivolto ai giovani? A: Sicuramente non a caso. Anzi, è una scelta voluta perché i giovani vanno poco a teatro. Noi riteniamo che i giovani siano un buon pubblico, e attraverso incontri di questo tipo vorremmo farli più vicini a ciò che riguarda il palcoscenico, “togliere la muffa”. Il primo motivo è esclusivamente culturale, poi c’è anche un motivo economico: se i giovani non vanno a teatro il botteghino ne risente.
D: Come fai a trovare la carica per parlare davanti a un gruppo di ragazzi che magari affrontano l’argomento in modo superficiale e menefreghista? A: All’inizio studio un po’ chi ho davanti. Cerco già di instaurare un rapporto con il pubblico. Inizio con qualche battuta e vedo un po’ come l’affrontano. Poi l’energia viene da sé!
D: Abbandonando Shakespear e parlando di te come attore… Come vedi il teatro oggi in Italia dal punto di vista proprio dell’attore? A: Straordinariamente vitale! C’è di tutto, è pieno di roba! Si è ampliato anche sotto il punto di vista tecnologico. Ultimamente, però, è triste sotto il profilo economico. Ci si basa molto sui musical. Inizialmente il teatro subì il colpo del cinema. Ora, fortunatamente, ha trovato una sua dimensione, diversa da quella del cinema.
D: Cosa intendi quando dici che il teatro ha subito il colpo del cinema? A: Voglio dire che con il boom del cinema il teatro ne è stato influenzato, ma era comunque inferiore. Prendiamo ad esempio le scenografie: quelle cinematografiche sono senza dubbio migliori perchè comunque sono reali. Il teatro, invece, deve giocare tutto sul piano dell’immaginazione, deve riuscire a creare un mondo credibile anche per il pubblico.
D: Come ti sembra il pubblico nei confronti del teatro? A: Dipende. Ci sono masse che vanno a teatro perché amano farlo. Poi ci sono “gruppi di fedeli” che vanno a guardare gli spettacoli solo per gli artisti. Gli spettacoli fatti dai giovani, invece, sono prevalentemente senza pubblico, anche se magari sono bravi.
D: Francesco, qual è stato il tuo primo approccio con il teatro? FRANCESCO: Studiavo all’università. Mi sentivo a disagio, triste, senza un motivo. Poi ho trovato il teatro, e Andrea che ha più esperienza di me, e ho iniziato. È stata da subito una bella esperienza. Eppoi ho la musica, scrivo canzoni. Questo è il lato positivo: da un periodo di disagio è arrivato il cambiamento.
D: Quali sono le tre cose più belle di quando sali su un palco? F: Prima di tutto esserci, perché significa che hai lavorato bene prima, ci hai creduto, ci credi e hai vinto le tue paure. Nel momento in cui decidi di andare sul palcoscenico, ti prendi una responsabilità nei confronti dei tuoi colleghi e della gente che ti guarda. Poi, il lavoro insieme: lavorare con gli altri mi dà forza. Soprattutto perché si lavora collettivamente, discutendo. E questo lavoro prima della messa in scena rende molto bene e per certi aspetti è più importante dello spettacolo stesso. Per concludere, una cosa che mi piace è il pubblico che hai davanti. Senza pubblico non c’è teatro. Studiando si è riusciti a creare una dimensione teatrale che riesca a coinvolgere anche il pubblico. A: Secondo me sono primo, vedere il pubblico e respirare l’attesa. È ancora più bello se c’è tanta gente, si avverte ancora di più l’emozione. In secondo luogo, sentire se stai facendo un buon lavoro, se l’emozione che ti esce è adatta. Infine, l’onda di energia che ti arriva quando hai finito se hai fatto un buon lavoro.
Qui termina la nostra intervista, dopo aver assistito all’incontro su questo Shakespear “diverso”, in cui loro, alla fine, ci hanno salutato come Puck (da “Sogno di una notte di Mezza estate”), proponendoci il suo epilogo cantato e accompagnato dalla musica della chitarra…
Ringrazio ancora per la cortese disponibilità Andrea Pennacchi e Francesco Basso.
Ringrazio inoltre Alice Bardella per la collaborazione nella realizzazione di questa intervista. Interviste INTERVISTE
Qui potete trovare le mie interviste a persone che di teatro -o comunque del mondo della Recitazione e dell'Arte- ne sanno molto più di me!
(Cliccate sui nomi per leggere l'intervista)
Curiosità CURIOSITA'
In questa sezione trovate alcune interessanti informazioni curiose sull'opera e la storia degli Amanti di Verona! Buon divertimento e buona lettura!
INFORMAZIONI GENERALI
Tanto per cominciare (e molti di voi già lo sapranno), Giulietta e Romeo non è una storia inventata da Shakespeare! Molti, infatti, prima di lui, narrarono la sfortunata storia dei due amanti con varianti diverse (talvolta anche ambientata in diversi luoghi) e il drammaturgo inglese si ispirò a queste novelle per scrivere il copione della famosissima tragedia "Romeo and Juliet".
Qui di seguito riporteremo le curiosità in riferimento alle varie versioni della storia e all'opera stessa.
Per chi invece, come me, si è innamorato delle vicende dei due giovani e vuole leggere integralmente gli scritti, può trovare le novelle originali nella sezione "Chicche"!
1. Riccardo Cocciante e Pasquale Panella, ovvero i due autori dell'Opera, si sono ispirati al testo scritto da Shakespeare ma soprattutto alla novella medievale di Matteo Bandello.
Nella novella di Bandello
2. Mercuzio viene nominato una sola volta col nome di Marcuccio durante la festa in casa Capuleti.
3. Mercuzio non viene affatto ucciso
4. Romeo uccide Tebaldo per errore
5. Giulietta muore di dolore
6. Benvolio appare una sola volta all'inizio del racconto come un compagno che Romeo ama come un fratello, ma non viene mai nominato
Nella novella di Salernitano
7. Si svolge tra Siena (la patria degli amanti) e Alessandria d'Egitto (corrispondente alla Mantova di Shakespeare e Bandello, dove Romeo fugge in esilio)
8. I due protagonisti si chiamano Mariotto e Ganozza (per praticità, continuerò ad usare i nomi Romeo e Giulietta)
8. Non vi sono dialoghi diretti tra i due amanti
9. L'unico discorso diretto presente nella novella viene pronunziato da un frate che grida "Al ladro! Al ladro!"
10. Non esistono i personaggi di Benvolio e Mercuzio
11. Frate Lorenzo non ha un nome (si parla solo di "un" frate) ed è agostiniano
12. Frate Lorenzo, per celebrare il matrimonio tra i due giovani, si fa pagare
13. Romeo uccide un altro giovane di alto rango (corrispondente a Tebaldo) con una bastonata in testa, dopo che tra i due vi era stato un diverbio degenerato poi in rissa
14. "Tebaldo" non muore subito, bensì qualche giorno dopo
15. Romeo non solo viene condannato all'esilio ma anche a morte
16. Romeo, mentre è rifugiato ad Alessandria, si fa informare delle notizie provenienti da Siena da un personaggio che viene descritto come suo fratello
17. Romeo si maschera da pellegrino solamente per rientrare in Siena, tornando da Alessandria d'Egitto (dopo aver avuto la falsa notizia che Giulietta è morta)
18. Giulietta, dopo aver inscenato la sua morte con l'aiuto del frate, fugge da Siena travestita da frate per raggiungere Romeo (che però ignora tutto) ad Alessandria
19. La lettera dove si spiegano i piani di Giulietta e del frate, non perviene a Romeo poichè la nave, dove viaggiava il frate incaricato di portargli la lettera, aveva cozzato
20. Romeo muore decapitato
21. Giulietta muore di dolore pochi giorni dopo, nel monastero in cui era stata mandata
Nel copione di Shakespeare
21. La storia è abientata tra Verona e Mantova
22. Quando Tebaldo provoca Romeo, quest'ultimo rifiuta di combattere contro di lui. Allora Mercuzio, che ritiene vigliacco il gesto di Romeo, decide di affrontare Tebaldo finendo così ammazzato
23. Disperato e rabbioso per la morte del'amico Mercuzio, Romeo affronta Tebaldo, uccidendolo
24. Romeo muore avvelenato, suicidandosi
25. Giulietta si uccide trafiggendosi il cuore con un pugnale
Nell'Opera
26. Mercuzio muore da eroe, mettendosi in mezzo tra Tebaldo e Romeo durante il loro duello
27. Giulietta muore di dolore (Romeo muore avvelenato) Diario TeatraleDIARIO TEATRALE
Qui trovate i racconti e le emozioni delle mie avventure e dei miei incontri a contatto di quel mondo immenso che è il Teatro
(Clicca sui titoli per aprire le pagine)
![]() (E con questo diamo ufficialmente il via a questo Diario!)
(Attenzione! Contiene la chiave di lettura)
- Scuse
October 10 Secondo AttoVIDEO
Secondo Atto
- Io vi benedico
- Luca Maggiore-
- Com' è leggera la vita
(Questo video contiene anche parte del brano "Sono ferito") - Francesco Capodacqua-
- Romeo, Tebaldo, le spade
- Marco Vito, Valerio Di Rocco, Gianmarco Schiaretti-
- No, Verona, no
- Marco Vito-
- Per rabbia e per errore
- Giuseppe Pellingra, Angelo Del Vecchio, Alessandro Arcodia-
- Non è ancora giorno
- Alessandra Ferrari, Flavio Gismondi-
- Tania Tuccinardi, Marco Vito-
- Tania Tuccinardi, Marco Vito-
(In questo video trovate anche il brano "Morto il mio cuore") - Alessandra Ferrari, Marco Vito, Giuseppe Pellingra-
- Morto il mio cuore
- Alessandra Ferrari, Francesco Antimiani-
- Tania Tuccinardi, Giuseppe Pellingra-
- Festa Presto
(Questo video contiene anche i brani "E se non mi svegliassi", "Festa Presto -segue-", Bambina mia") - Tania Tuccinardi, Giuseppe Pellingra, Silvia Querci, Fabrizio Voghera-
(Questo video contiene anche i brani "E se non mi svegliassi", "Festa presto -segue-" e parte di "Bambina mia") - Alessandra Ferrari, Giuseppe Pellingra, Chiara Luppi, Luca Maggiore-
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