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November 04 Intervista a Daniele Carta MantigliaINTERVISTA A DANIELE CARTA MANTIGLIA
In secondo luogo volevo ringraziare alcune persone che con la loro preziosa collaborazione hanno contribuito alla riuscita della
pubblicazione: Alessandra, per aver fatto da tramite tra me e Daniele; Cristiana e Ginevretta.
Ed ecco che anche il nostro bel Romeo biondo risponde alle domande del Blog Ragazze Tra Le Stelle!
Ciao Daniele! E grazie davvero per la tua disponibilità!
1. Quando è iniziata la tua passione per il canto?
Ho sempre avuto una grande passione per la musica, sin da piccolissimo, da quanto mi raccontano, ascoltavo e riconoscevo le sonate e i brani degli autori più famosi, come Mozart, Beethoven, Bach, e poi crescendo con l’età mi sono avvicinato al mondo della lirica. Vidi come prima opera in teatro “Madama Butterfly” e ricordo che ne rimasi affascinato e così cominciai a chiedere ai miei nonni materni, che sono appassionati alla lirica e al teatro, di portarmi a vedere le opere ogni qual volta se ne presentasse l’occasione. Poi con Notre Dame de Paris tutto mi si è reso più chiaro: la lirica mi piaceva ma non era il tipo di canto che più mi si avvicinava, con Notre Dame ho scoperto, all’età di 10 anni, che esisteva qualcosa di simile all’opera lirica, ma con uno stile e genere di musica completamente diverso, e da lì ho scoperto l’Opera Popolare e poi i Musical e ho capito che un giorno il mio posto sarebbe stato sul palcoscenico.
2. E grazie a chi è iniziata questa passione?
Questa passione nasce da un amore in generale per la musica in tutta la mia famiglia, sia da parte di papà che di mamma. Ringrazio i miei genitori, e i miei nonni a dir poco splendidi che mi hanno sempre permesso entrambi di proseguire per questa strada, avendo la possibilità di frequentare il teatro, scuole di formazione, che purtroppo non sono sempre accessibili, ma loro mi hanno sempre dato la possibilità di fare quello che amo fare, cantare, e studiare bene per poter fare questo lavoro.
3. Quando hai partecipato alle audizioni per l'opera, tu eri di due anni più giovane rispetto al regolamento. Puoi raccontarci come mai la produzione ha ugualmente accettato di farti partecipare? E, sermpre per il fatto che sei molto giovane, i tuoi genitori come hanno reagito alla notizia?
Avevo 14 anni quando mi sono presentato alle audizioni, ed anche per questo quando spedii il materiale digitale per le pre-selezioni non ci speravo lontanamente, sia per un fatto anagrafico, ma anche per un fatto di esperienza. Invece mi convocarono per il primo provino dal vivo, con Riccardo Cocciante. E poi da lì fortunatamente una serie di call back tutti positivi, fino all’annuncio ufficiale, in cui mi dissero che ero uno dei tre romeo. Sul perché abbiano deciso di prendermi ugualmente, non so che rispondere. Io semplicemente ho cercato di esprimere i sentimenti che quelle canzoni mi davano ogni volta, e forse ci sono riuscito, forse sono stato solo fortunato, non lo so. So solo che mi è capitata la cosa più bella della mia vita, e ancora adesso faccio fatica a rendermene conto.
I miei genitori erano scettici come me all’inizio, ma poi quando continuavano ad arrivare le convocazioni per le audizioni, abbiamo cominciato a sperare. Hanno reagito bene, benissimo, erano contenti, ma anche un po’ preoccupati, però poi quando hanno visto la perfetto organizzazione di questa produzione si sono subito tranquillizzati (anche se mia mamma, tutte le volte che andavo via da casa per il tour, dimagriva a vista d’occhio).
4. Alle audizioni per che ruolo ti sei presentato?
Alle audizioni non era necessario presentarsi con un ruolo in mente. Si dovevano preparare le canzoni di Notre Dame richieste (io ho portato “Mi distruggerai” e “Un prete innamorato”) e poi bisognava eseguirle davanti alla commissione, poi più avanti, quando abbiamo cominciato verso gennaio le prove sui brani di Giulietta e Romeo ci hanno divisi per ruoli, e lì ho capito che sarei stato uno dei “Romeo”.
5. Raccontaci il personaggio di Romeo, come lo hai costruito e come lo vivi sul palcoscenico.
Diciamo che ho guardato moltissimo il film di Zeffirelli, ma anche il film con Leonardo di Caprio, per poter interpretare un personaggio con le caratteristiche di Romeo, ma renderlo un po’ più attuale nell’atteggiamento, nell’interpretazione e poi mi sono affidato ad una buona analisi dei caratteri principali per personalizzarlo il più possibile. Ho cercato di togliere quel velo di eccessivo romanticismo che mi era spontaneo interpretare, per incarnare un Romeo sognante, innamorato, estraneo un po’ dai meccanismi dei suoi coetanei, ma che rimanesse passionale, virile in alcuni momenti, soprattutto con Giulietta, e poi dovevo trovare l’energia e la carica giusta per poter rendere credibile l’omicidio di Tebaldo, che, ahimè e per fortuna, in quest’opera è interpretato da due grandi artisti, in tutti i sensi, e che appunto sono il doppio di me!
6. Daniele assomiglia aRomeo? Se sì, quali aspetti ti assomigliano di più? E c'è qualcosa di questo personaggio che invece non ti piace o non condividi?
Mi ritrovo moltissimo nel personaggio di Romeo, è un po’ lo specchio di quello che sono: sempre un po’ fuori dagli schemi, sogno sempre e sono perennemente con la testa tra le nuvole, però quando succede qualcosa di importante e devo prendermi delle responsabilità torno fortemente a terra per vivere pienamente quello che mi succede. Spesso reagisco molto di impulso, e sono piuttosto passionale e sincero nei rapporti di amore, amicizia, nel senso che vivo a pieno questi sentimenti, mi faccio invadere da essi e cerco di invaderne gli altri. E spesso sono una persona che cerca di trovare il buono in tutto e tutti, un po’ come Romeo in Tebaldo.
7. Francesco Antimiani, che nell'opera alterna i ruoli di Padre Montecchi e Padre Capuleti, era il tuo maestro di canto. Si può dire che il tuo è un caso in cui l'allievo raggiunge il maestro? Che effetto ti fa sapere di partecipare (tra l'altro come protagonista) a uno spettacolo così importante dove è stato scelto anche il tuo maestro?
Francesco Antimiani è tutt’ora il mio maestro, non ho mica finito di studiare…sono appena all’INIZIO! Non si può assolutamente dire e nemmeno immaginare che io lo abbia raggiunto, solo perché abbiamo fatto parte dello stesso lavoro. Io, a differenza sua, ho ancora tantissima strada da fare prima di poter diventare quello che Francesco Antimiani è oggi, un professionista con i fiocchi, un artista con la A maiuscola, spero vivamente di arrivare un giorno ad avere le sue capacità e la sua duttilità. Avere il proprio maestro in una avventura così importante è sicuramente un vantaggio anche se, prima di ricorrere ad un suo aiuto, cerco di farcela da solo con quello che mi ha insegnato, se poi proprio non ci riesco, cerco di risolvere con lui i problemi.
8. Ogni interprete di Giulietta è meravigliosa: ognuna ha una voce e una bellezza propria, unica e particolare. Ce n'è una con cui però ti senti più amalgamato quando sei in scena? Ti piacerebbe andare in scena anche con Mary-Fra e Tania? Che caratteristiche ha, secondo te, la Giulietta ideale e quale tra le 4 protagoniste le incarna maggiormente?
Tutte e quattro le interpreti di Giulietta sono spettacolari, ognuna ha la sua particolarità fisica, interpretativa e vocale. Sono tutte molto diverse, ma rispecchiano tutte secondo me tutti gli aspetti di Giulietta. Poi sta alla sensibilità di ognuno preferire una o l’altra, ma tutte quattro hanno fatto a mio parere un lavoro ottimo e sono entrate a pieno nella parte. Io ho debuttato per la prima volta con Denise, quindi è logico che abbia un forte legame con lei, è stata la nostra prima volta, un po’ come il primo bacio che non si scorda mai, il ragionamento è identico. Poi con Denise ho un rapporto fortissimo a livello di amicizia, che va oltre lo spettacolo. Quando è in scena è veramente Giulietta, la sento dentro il ruolo e questo mi porta ad essere rilassato sul palco, e posso esprimere ogni emozione che sento che lei subito mi rimanda altre emozioni grandissime. Con Maria Francesca mi piacerebbe proprio provare, lei lo sa e stiamo lottando per riuscirci. E’ una ragazza d’oro, in senso umano e artistico. Ha un talento grande tanto quanto il suo cuore, e ne approfitto ancora per ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me, per tutte le emozioni che regala e che ho l’onore di ricevere. Poi ci sono Tania e Alessandra. Con Tania altrettanto mi piacerebbe replicare, anche se entrambi la vediamo una possibilità molto lontana, per un fatto di diversità anagrafica e fisica, però, come si dice, la speranza è l’ultima a morire. Alessadra, che dire, è stata l’altra Giulietta con cui ho lavorato quest’anno dopo Denise. E’ un fenomeno della natura, è una Giulietta forte e ti riesce a portare dentro la scena con semplicità, ti asseconda in ogni tua improvvisazione e riesce a farmi commuovere sempre. Grandi Giuliette!
9. Far parte del cast di un'opera di questo calibro inevitabilmente porta impegni importanti e talvolta di lunga durata. Come riesci a gestire gli impegni scolastici? Hai avuto problemi con professori o compagni dopo essere entrato nel cast?
La scuola quest’anno è stata più difficile da portare a termine. Ho deciso però di non ritirarmi, ma di frequentare l’anno accademico normalmente nella mia scuola, il liceo Ginnasio Spagnoli. Dovevo studiare in tournèe, e appena tornavo a casa, una marea di interrogazioni e compiti e ho dovuto concludere l’anno il 21 Maggio, anziché il 6 Giugno, perché poi con il tour non sarei più tornato a scuola. Il risultato di quest’anno è stato veramente ottimo, e ne sono felice, grazie anche ai miei professori, che mi hanno sempre incoraggiato e aiutato nello svolgere l’anno, sempre disponibili e comprensivi, e così anche la mia preside. I miei compagni? Tutti sempre curiosi di sapere novità e felice di questa mia avventura.
10. Tantissime persone si sono già appassionate all'interpretazione che hai dato al tuo personaggio, tantissime persone si commuovono sentendoti cantare per il tuo gran talento, addiittura qualcuno soltanto vedendo qualche video (me comresa, lo confesso). Secondo te cos'è il talento e che cos'è che rende un cantante un vero artista?
Grazie. Questa è proprio una domanda bellissima. Il talento secondo me non è solo un fattore tecnico o di capacità di esecuzione, ma è quel qualcosa in più alla semplice intonazione e ritmica, quel qualcosa che ti distingue dal resto di tutti gli altri, che ti dà quella caratteristica personale e marcia in più per arrivare in modo diretto al pubblico. L’artista, sempre a mio parere, è colui che crea una situazione, mette il suono, la voce in condizione tale da creare un universo parallelo di emozioni, situazioni ed immagini in colui che ascolta; ha la capacità di fare entrare nella canzone, nella musica, in questo universo parallelo chi lo sta ascoltando. Crea una situazione armoniosa di gesti, movimenti del corpo, sguardi, suoni ed immagini. Questo per me è essere un artista. E cerco sempre di farlo, studiando sodo e migliorandomi. Cerco di sentire quello che sto dicendo, interpretare a pieno quello che devo esprimere, rimanendo ancorato alla tecnica e allo stile richiesto, certo, ma non impedendomi di entrare nella parte a pieno. Spero di esserci riuscito almeno una volta.
11. Aneddoti, retroscena, curiosità sul backstage dell'opera... Puoi svelarci qualcosa?
Mah…non saprei. Beh, personalmente mi è capitato, più di una volta, che dopo il duello con Tebaldo, il mio giubbotto si strappasse e volasse da qualche parte. Fortunatamente mi è sempre stato riportato indietro da qualcuno e aggiustato prontamente dalle nostre velocissime costumiste. Oppure, durante il debutto a Romeo, nella scena di Non è ancora giorno, ho completamente incastrato il vestito di Denise sotto la mia gamba e lei non riusciva a girarsi per abbracciarmi. Poi…non saprei più che dire, ne succedono talmente tante; dopo l’ultima di Pesaro poi, non ne parliamo! Beh, un’altra cosa la posso dire…dopo lo spettacolo mi piace sempre farmi “coccolare” un po’ dalle due belle nutrici, con una camomilla calda, rilassante.
12. Che effetto ti fa stare davanti a un'arena di persone? Fai qualcosa per esorcizzare la tensione?
L’impatto è stato sicuramente fortissimo. Il mio sogno era cantare in Arena e in parte ci sono riuscito! La tensione più grande è quando devo fare Romeo. Per esorcizzare questa tensione pratico del Training Autogeno, basato sulla visualizzazione, sul respiro; un esercizio che ci è stato insegnato dalla nostra co-regista, Daniela Schiavone; ti rilassa e ti mette in condizione di concentrazione. Poi, mi affido sempre alla fortuna, che gioca la sua parte ogni volta, e ai miei colleghi, che non mi hanno mai privato di energia e che mi hanno sempre dato il massimo in ogni singolo momento dell’opera.
Nuovamente grazie per questa intervista! Torna a trovarci sul Blog quando vuoi per lasciare il tuo saluto! E in bocca al lupo per i tuoi speriamo sempre più numerosissimi successi!
Grazie a tutti voi per l’enorme sostegno sempre dimostrato. Cercherò di non deludervi mai e di fare il massimo. Speriamo di rincontrarci presto tutti quanti. Grazie a te Francesca per le belle domande; spero di essere stato sufficientemente completo nelle risposte.
Un abbraccio, Daniele
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